Come funziona la normativa italiana¶
Il sistema che Normattiva rappresenta: chi produce le norme, che forma hanno, come cambiano nel tempo e come si citano. Conoscerlo serve a leggere i dati con cognizione di causa; per le conseguenze giuridiche di un testo la fonte è la Gazzetta Ufficiale e l'interlocutore è un giurista.
Che cosa c'è dentro Normattiva¶
Il corpus contiene gli atti normativi dello Stato italiano, dal 1861 a oggi. Gli atti più vecchi sono regi decreti del Regno di Sardegna e poi del Regno d'Italia, numerati anche in cifre romane:
from datetime import date
esito = normattiva.ricerca_avanzata(emanazione=(date(1861, 1, 1), date(1861, 12, 31)))
print(esito.totale)
print(esito.atti[0].citazione)
Numeri come 408 novies o MDCCXIV sono la ragione per cui in questa libreria
il numero di un atto è una stringa e non un intero.
Non ci sono, e vanno cercate altrove:
| Che cosa | Dove sta |
|---|---|
| leggi e regolamenti regionali | banche dati delle singole Regioni |
| diritto dell'Unione europea | EUR-Lex |
| sentenze e altra giurisprudenza | banche dati giurisdizionali |
| atti amministrativi non normativi | Gazzetta Ufficiale, parte seconda |
Chi produce le norme¶
Le fonti del diritto italiano sono ordinate in una gerarchia: quando due norme si contraddicono, prevale quella di rango superiore, e una norma di rango inferiore che contrasta con una superiore è invalida.
flowchart TD
A["<b>Costituzione</b><br/>e leggi costituzionali<br/><i>art. 138 Cost.</i>"]
B["<b>Fonti primarie</b><br/>legge, decreto-legge,<br/>decreto legislativo,<br/>referendum abrogativo"]
C["<b>Fonti secondarie</b><br/>regolamenti governativi<br/>e ministeriali<br/><i>art. 17 l. 400/1988</i>"]
D["<b>Consuetudine</b><br/><i>solo dove la legge la richiama</i>"]
A --> B --> C --> D
A -. "chi le fa" .-> A1["Parlamento,<br/>con procedura aggravata"]
B -.-> B1["Parlamento<br/>oppure Governo"]
C -.-> C1["Governo e ministri"]
Il rango non dipende dal contenuto dell'atto: dipende dal tipo di fonte e dal fondamento su cui l'atto è adottato. Un decreto legislativo del Governo ha lo stesso rango di una legge del Parlamento; un regolamento adottato con lo stesso strumento formale, il decreto del Presidente della Repubblica, ha rango inferiore.
Le fonti primarie¶
La legge ordinaria¶
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere (art. 70 Cost.): un testo diventa legge solo quando Camera e Senato ne approvano lo stesso identico articolato.
flowchart LR
A["Iniziativa<br/><i>Governo, parlamentari,<br/>popolo, Regioni</i>"] --> B["Camera"]
B --> C["Senato"]
C -- "modifiche" --> B
C -- "stesso testo" --> D["Promulgazione<br/><i>Presidente della Repubblica<br/>entro un mese, art. 73</i>"]
D --> E["Pubblicazione<br/>in Gazzetta Ufficiale"]
E --> F["Vacatio legis<br/><i>15 giorni, salvo diverso termine</i>"]
F --> G["Entrata in vigore"]
Il passaggio avanti e indietro fra le due Camere si chiama navetta, e non ha un limite: la legge nasce solo quando le due Camere approvano un testo identico.
La legge 241 del 1990 mostra le date reali di questo percorso:
| Momento | Data | Dove si legge nella libreria |
|---|---|---|
| emanazione | 7 agosto 1990 | atto.estremi.data |
| pubblicazione in G.U. n. 192 | 18 agosto 1990 | atto.gazzetta.data |
| entrata in vigore | 2 settembre 1990 | atto.finestra.inizio, chiesto con vigenza="originale" |
Fra pubblicazione ed entrata in vigore passano quindici giorni: è la vacatio legis dell'art. 73 Cost., il tempo in cui la legge esiste ma non si applica ancora. Alcune leggi la accorciano o la annullano dichiarando l'entrata in vigore «il giorno stesso della pubblicazione».
Il decreto-legge¶
Lo adotta il Governo in casi straordinari di necessità e urgenza (art. 77 Cost.). Entra in vigore subito, ma è provvisorio: se il Parlamento non lo converte in legge entro sessanta giorni, perde efficacia sin dall'inizio, come se non fosse mai esistito.
stateDiagram-v2
[*] --> Adottato : il Governo delibera
Adottato --> In_vigore_provvisorio : pubblicazione in G.U.
In_vigore_provvisorio --> Convertito : legge di conversione entro 60 giorni
In_vigore_provvisorio --> Convertito_con_modifiche : conversione che riscrive il testo
In_vigore_provvisorio --> Decaduto : 60 giorni senza conversione
Convertito --> [*] : il testo resta in vigore
Convertito_con_modifiche --> [*] : vale il testo riscritto
Decaduto --> [*] : perde efficacia sin dall'inizio
Il ramo di mezzo è quello che si incontra più spesso, ed è la ragione per cui i
decreti-legge hanno molte versioni ravvicinate: il testo che leggi oggi è quello
riscritto dalla legge di conversione, non quello adottato dal Governo. Con
vigenza="originale" si ottiene il testo di partenza.
Il decreto legislativo¶
Lo adotta il Governo su delega del Parlamento (art. 76 Cost.). La legge delega deve fissare in anticipo l'oggetto, i principi e criteri direttivi e il termine entro cui il Governo può esercitarla. È la forma con cui si scrivono i testi lunghi e tecnici: il codice dell'amministrazione digitale, il codice dei contratti pubblici, il testo unico bancario.
La legge costituzionale¶
Modifica la Costituzione e segue la procedura aggravata dell'art. 138: doppia deliberazione di ciascuna Camera a distanza di almeno tre mesi, e se nella seconda votazione non si raggiungono i due terzi, possibilità di referendum confermativo.
Le fonti secondarie¶
I regolamenti non possono contraddire la legge: ne disciplinano l'attuazione e l'esecuzione. La legge 400 del 1988, all'articolo 17, disciplina i regolamenti governativi e quelli ministeriali:
| Atto | Chi lo adotta | Sigla |
|---|---|---|
| regolamento governativo | Governo, emanato dal Presidente della Repubblica | D.P.R. |
| regolamento ministeriale | un ministro | D.M. |
Il decreto del Presidente del Consiglio (D.P.C.M.) non è fra i tipi
dell'articolo 17: è la forma con cui il Presidente del Consiglio adotta atti
propri, di regola amministrativi e in alcuni casi a contenuto normativo.
La stessa sigla D.P.R. copre quindi atti di rango diverso: un D.P.R. può
contenere un regolamento oppure, come nel caso di un testo unico, norme di rango
primario adottate su delega. Il rango dipende dal fondamento su cui l'atto è
stato adottato, non dalla sigla.
Come cambiano le norme¶
Un atto quasi mai viene sostituito in blocco: viene modificato, un pezzo alla volta, da atti successivi.
La novella è la modifica che un atto nuovo apporta a un atto precedente. Non è un testo autonomo: è un'istruzione di sostituzione, del tipo «all'articolo 19, comma 1, le parole X sono sostituite dalle parole Y». Applicando tutte le novelle al testo originale si ottiene il testo vigente, che è quello che Normattiva ricostruisce e pubblica.
flowchart LR
O["<b>Testo originale</b><br/><i>come pubblicato in G.U.</i>"] --> V1["Versione 2"]
N1["Atto modificante A<br/><i>«ha disposto (con l'art. 4, comma 1)<br/>la modifica dell'art. 6, comma 1»</i>"] -. novella .-> V1
V1 --> V2["Versione 3"]
N2["Atto modificante B"] -. novella .-> V2
V2 --> V3["<b>Testo vigente</b><br/><i>quello che leggi oggi</i>"]
N3["Atto modificante C"] -. novella .-> V3
Gli atti modificanti restano atti a sé: continuano a esistere, con il loro
numero e la loro data, e quello che hanno prodotto è la nuova versione dell'atto
modificato. AttoStorico.aggiornamenti contiene proprio queste istruzioni, con
le parole del servizio, e atti_aggiornati elenca gli atti che ne hanno
ricevuta una in un certo periodo.
L'abrogazione toglie efficacia a una norma per il futuro. L'articolo 15
delle preleggi, cioè le Disposizioni sulla legge in generale premesse al
codice civile, ne prevede tre forme: espressa, quando il legislatore lo dichiara; per
incompatibilità, quando la norma nuova contraddice la vecchia; per nuova
disciplina dell'intera materia. Un atto abrogato resta consultabile e resta
applicabile ai fatti avvenuti mentre era in vigore, ed è la ragione per cui
AttoStorico.abrogato è un'informazione e non un motivo per nascondere il testo.
La deroga non abroga: lascia in piedi la norma generale e le sottrae dei casi. Per questo un testo può restare identico e cambiare significato quando altrove compare una norma derogatoria.
Il risultato è che lo stesso articolo esiste in più versioni, ciascuna valida in un periodo. L'articolo 19 della legge 241, la segnalazione certificata di inizio attività, ne ha venti dal 1990 a oggi:
Ogni gradino è una versione: l'altezza è la lunghezza del testo in caratteri, la larghezza è il tempo in cui quella versione è rimasta in vigore. Il crollo del 1994 è una riscrittura che accorciò l'articolo a 1618 caratteri; la crescita del 2005 in poi lo ha portato oltre i 6000.
Il grafico si ottiene da cronologia, che restituisce le versioni una dopo
l'altra:
for versione in normattiva.cronologia("urn:nir:stato:legge:1990-08-07;241~art19"):
print(versione.finestra, len(versione.testo))
Da qui la multivigenza, e la ragione per cui in questa libreria quasi ogni lettura accetta una data: vedi leggere il testo a una data.
Testi unici e codici¶
Quando una materia è regolata da decine di atti stratificati, il legislatore la raccoglie in un testo unico. Se il testo unico si limita a riordinare norme esistenti è compilativo; se le riscrive è innovativo, e in quel caso è esso stesso una fonte.
I codici sono la forma più estesa di questa operazione. Codice civile, codice penale e codice di procedura civile sono stati approvati fra il 1930 e il 1942 con un regio decreto che li porta in allegato: il regio decreto contiene due o tre articoli di approvazione, e il codice vero e proprio è l'allegato. Il codice di procedura penale vigente è invece del 1988, adottato su delega nella forma del D.P.R. (D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447): niente allegato, e i suoi articoli rispondono direttamente sotto quell'URN.
Questa struttura è visibile nell'identificatore: l'articolo 2043 del codice civile non risponde sotto l'URN del R.D. 262/1942, ma sotto il suo allegato 2.
from normattiva import codici
codici.CODICE_CIVILE.articolo(2043)
# urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262:2~art2043
# ↑ allegato 2
Nello stesso regio decreto, l'allegato 1 contiene le preleggi:
Art. 12.
(Interpretazione della legge).
Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello
fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di
esse, e dalla intenzione del legislatore. ...
I codici moderni, invece, sono decreti legislativi ordinari e non hanno allegati: il codice dell'amministrazione digitale è il D.Lgs. 82/2005, e i suoi articoli rispondono direttamente sotto quell'URN.
Un atto per tipo, con il suo URN¶
| Tipo | Atto | URN |
|---|---|---|
| Costituzione | Costituzione della Repubblica | urn:nir:stato:costituzione:1947-12-27 |
| Legge costituzionale | L. cost. 18 ottobre 2001, n. 3 | urn:nir:stato:legge.costituzionale:2001-10-18;3 |
| Legge | L. 7 agosto 1990, n. 241 | urn:nir:stato:legge:1990-08-07;241 |
| Decreto-legge | D.L. 17 marzo 2020, n. 18 | urn:nir:stato:decreto.legge:2020-03-17;18 |
| Decreto legislativo | D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 | urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-03-07;82 |
| D.P.C.M. | D.P.C.M. 12 giugno 2026, n. 150 | urn:nir:stato:decreto.del.presidente.del.consiglio.dei.ministri:2026-06-12;150 |
| Decreto ministeriale | D.M. 25 ottobre 1999, n. 471 | urn:nir:stato:decreto.ministeriale:1999-10-25;471 |
| Regio decreto | R.D. 16 marzo 1942, n. 262 | urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262 |
| Articolo di un codice | art. 2043 c.c. | urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262:2~art2043 |
| Articolo con ordinale | art. 416-bis c.p. | urn:nir:stato:regio.decreto:1930-10-19;1398:1~art416bis |
| Articolo a una data | art. 19 l. 241/1990 nel 2000 | urn:nir:stato:legge:1990-08-07;241~art19!vig=2000-01-01 |
Il D.P.R. 380/2001 è un caso di URN ambiguo
Il testo unico dell'edilizia risponde a
urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2001-06-06;380, ma
quell'URN corrisponde a due atti pubblicati su Gazzette diverse: la
G.U. 245 del 20 ottobre 2001 e la G.U. 266 del 15 novembre 2001. La libreria
solleva AmbiguityError con i due candidati.
Come si compone un URN pezzo per pezzo sta in identificare un atto; la struttura interna di un singolo atto in come è fatto un atto.